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Poetessa, scrittice, saggista, amante dei libri e delle buone letture, fino a poco tempo anche professoressa al liceo. Questa è Rosanna Giovinazzo, origini di San Giorgio Morgeto, ma ormai cinquefrondese a pieno titolo.  Una donna impegnata nella società civile, ma anche a suo modo un’eroina dei tempi moderni, perchè di questi tempi ha avuto il coraggio di  pubblicare un  libro di poesie, intitolato Helianthus, squarciando così quel velo di nulla che copre il vuoto di pensieri, il cicaleccio spesso inutile del quotidiano, il bombardamento di notizie e chiacchiere che ciascuno di noi subisce in questo tempo. 

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                                    a lato, la poetessa Rosanna Giovinazzo

 

C’è dunque coraggio puro in questa donna, anzi temerarietà, perchè a un mondo che non legge e spesso non pensa, dove troppe anime semplici sono strangolate dai ferragnez, e tanti credono che le poche righe dei social contengano il tutto di cui si compone la vita e la morte, a questo tipo di mondo Rosanna presenta un raccolta di liriche che va esattamente in direzione opposta, ed è un atto di amore verso la quiete, una carezza per l’anima, perchè invita tutti a toccare delicatamente quelle pagine e assaporare lentamente ciò che vi è scritto, leggendo e riflettendo con calma. 

Helianthus è un volumetto agile e ben curato graficamente, con una carta molto ricercata; le suggestive e artistiche foto di Salvatore Colloridi  fanno compagnia ai versi della poetessa. Ma non è il pregio della confezione del libro che qui si vuole sottolineare. Ciò che è bello è che Rosanna Giovinazzo con la sua piccola opera sfidi la pochezza di questo tempo e riproponga le sue liriche delicate, il suo amore per la tenerezza e la riflessione, lo sguardo profondo che ha sul mondo e sulle sue brutture, sull’anima e sui suoi tormenti. Una sfida lanciata a tutti, quasi un ammonimento: fermatevi un attimo, apprezzate le cose belle del mondo, scendete a piccoli passi nelle profondità dell’animo, guardate a ciò che conta davvero, fate attenzione a chi avete vicino, e alle parole e a come le usate. Lei spiega che i suoi versi “nascono da momenti di riflessione e di introspezione che si presentano prepotentemente, e , all’improvviso, chiedono di essere fissati senza filtri o aggiustamenti nella scrittura, pena la loro dispersione”.  

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La professoressa e poetessa conosce bene Cinquefrondi e i cinquefrondesi, e tutto quel mondo che in piccolo rappresenta nel bene e nel male il sud e la Calabria. Nei versi di Helianthus ci sono gli echi di questa realtà. A pag. 93 per esempio c’è una delle poesie che più mi hanno colpito, si intitola Calabria e comincia con queste parole che toccano l’anima

Terra di perenne incertezza

e di sospiri e di bellezza

negli sguardi di meraviglia

e nella paura della fanghiglia.

 

Ma nel finale quest’ultimo verso si trasforma in uno speranzoso

mai più nella paura della fanghiglia

 

Più avanti ancora si legge:

Calabria

è oggi il giorno

non portare altrove i tuoi fiori.

 

In queste parole c’è l’occhio attento sulla terra natia, sulla sua natura e sul destino della sua gente. C’è attenzione per la bellezza, e angoscia per le tante cose che non vanno, c’è la delicatezza di uno sguardo sui fiori che sono anche i figli di questa regione finiti altrove, loro malgrado. Da emigrante, so di cosa parlo.  

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Da un’altra parte si legge la tenerezza di Certi sguardi

Sognano porti sicuri

e liete armonie.

Oltre il muro di gomma

sospiri di sostanza

e piedi ben conficcati a terra.

E credere senza ingenuità

nella bellezza del respiro

ogni mattina all’alba.

 

Non voglio togliere al lettore il piacere di scoprire da sè il gusto speciale delle poesie di Rosanna Giovinazzo, però un’ultima citazione voglio farla, e riguarda la lirica forse più bella del volumetto (almeno a mio parere). Si intitola Inseguire felicità, un tema che ci tocca da vicino, perchè tutti noi inseguiamo la felicità, che cosa sarebbe la nostra vita se non cercassimo sempre la felicità ?  Ecco che cosa scrive:

Oltre l’orizzonte

linea mistica del cuore 

che si confonde col cielo.

Ripercorrere vite

e salutare 

il nuovo,

che forse è già vecchio

ma l’orizzonte è lì

e non si può spostare.

 

Qualche anno fa scoprii la poetessa Giovinazzo grazie a un altro suo libro di liriche, intitolato Sprazzi (ed. Mediterraneo). In quel caso mi colpì subito lo stile, la poesia del silenzo, così la chiamai. Un modo originale di raccontare il mondo in versi. Poche pennellate per ogni storia. Liriche brevi come sbuffi di vapore, lampi di realtà, punti di vista alternativi sul nostro mondo. 

 

In entrambe queste raccolte di poesie c’è la delicata attenzione per le sofferenze degli uomini, il disagio per chi è in difficoltà, per una terra che aspetta sempre un cavaliere bianco che la salvi e la conduca verso un mondo migliore. Sogni e utopie di chi non si rassegna a fare il suo giro di giostra della vita su una giostra mezza rotta.

Ma non c’è solo poesia nella vita di questa signora, cinquefrondese acquisita, sposata con Antonio Papasidero, probabile discendente di una gloriosa e antica famiglia cinquefrondese che diede al nostro paese anche un sindaco nella seconda metà dell’Ottocento, nella persona di Flaminio Papasidero. 

Negli ultimi anni Rosanna Giovinazzo ha cercato di favorire l’interesse per la lettura e per i libri, animando a Cinquefrondi il laboratorio di lettura ‘Libriamoci insieme’. Un esperimento interessante di lettura collettiva, come in un circolo,  spegnendo per un pò i telefonini e concentrandosi solo sulla parola scritta. Un lavoro improbo, se pensiamo che purtroppo oggi a Cinquefrondi non esiste più nemmeno una biblioteca.

 

La poetessa Giovinazzo con Anna Timarchi durante un evento culturale a Cinquefrondi promosso dall’Associazione Sibillla nel 2021

 

 

Ma non c’è solo la poesia nella vita di questa professoressa fresca di pensione. Ha scritto anche tante cose per Calabria Sconosciuta, antica e prestigioca rivista di cultura e cose calabresi. Da ricordare certamente una Storia di San Giorgio Morgeto e la biografia del famoso musicista Francesco Florimo. E poi saggi sui Santi della Calabria Bizantina, su Cinquefrondi e altro ancora. Insomma, come dire, un’autrice  versatile e anche molto curiosa, capace di spaziare per mondi diversi.

Ha pubblicato contributi e racconti anche in opere collettive, e saggi su vari argomenti, fra gli altri su Tommaso Campanella e Fortunato Seminara, passando per Giacomo Leopardi, Corrado Alvaro, Torquato Tasso e Dario Fo.  

L’impegno nella letteratura ha portato a Rosanna anche  belle soddisfazioni di cui il paese può andare orgoglioso. Per esempio con il libro ‘Sprazzi’ ha vinto il primo premio per la poesia inedita ‘Città di Caserta’ nel 2017. Due anni dopo, al Premio Cipressino d’oro di Follonica,  ha ottenuto il terzo posto. 

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La poetessa Giovinazzo durante la premiazione a un concorso letterario

 

Rosanna Giovinazzo è stata premiata anche alla settima edizione del Premio di letteratura italiana contemporanea e una sua lirica è finita nell’antologia poetica ‘Profumo’. 

Una menzione speciale per la poetessa cinquefrondese è arrivata dal concorso di poesia ‘Ossi di seppia’ nel 2020. Infine l’anno scorso è stata finalista al premio letterario ‘Il borgo italiano’ e seconda al premio  ‘Il muro magico’ a La Spezia. 

In qualità di esperta di Lingua e letteratura italiana negli anni scorsi ha collaborato con il Centro Culturale italiano della facoltà di scienze umanistiche dell’Università di Tblisi (Georgia) dove ha tenuto un ciclo di lezioni su Machiavelli, Dante e Foscolo.

Ora Rosanna Giovinazzo è tornata in pista con questa raccolta di poesie nel libro Helianthus (Mannarino Editore) chi è interessato può acquistarlo direttamente online http://editoremannarinonew.it/PRIVATI/acquista-varia.html) .

 

 

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